Visualizzazione post con etichetta abusologia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta abusologia. Mostra tutti i post

venerdì 11 giugno 2010

Falsifica perizie in numerosi procedimenti per violenza sessuale: infermiera indagata

8 giugno 2010, Pennsylvania - Un'infermiera forense è accusata di aver falsificato numerose prove relative a violenze sessuali. Almeno 11 le persone indagate per violenza sessuale sulla base delle cartelle da lei redatte e poi accertate come fasulle; gli esperti hanno rilevato "evidenze inesistenti o ingiurie sostanzialmente sovrastimate" in tutti gli 11 i casi.

L'ufficio del procuratore distrettuale ha identificato più di 20 persone che sono state condannate per stupro in procedimenti che hanno fatto uso dei dati redatti dalla donna perito.

venerdì 26 marzo 2010

La signora mi ha detto che devo disegnare un fantasma e chiamarlo pisello

Si tratta della testimonianza di una bambina obbligata a sostenere una seduta con una ginecologa del Cismai, associazione delegata dalla procura di Milano a redarre perizie contro persone accusate di pedofilia, allo scopo di produrre prove ai danni del padre Salvatore Lucanto, poi finito in carcere per due anni e mezzo prima di essere assolto in Cassazione. Segue qui un articolo in cui vengono descritte le modalità di indagine seguite da questa organizzazione.

Tratto da Il Foglio del 23 marzo 2001

Roma. Dopo aver avviato un'istruttoria sui suoi rudi metodi d'indagine di Pietro Forno, il Csm ora studia anche l'operato dei suoi consulenti di parte: psicologi che emettono sentenze di condanna inappellabili, ginecologi dai discutibili pareri medici, e un rapporto troppo stretto fra la procura milanese e un'associazione di psicoterapeuti.

A dicembre, il pm del pool dei soggetti deboli (donne e bambini vittime di maltrattamenti e abusi sessuali), finisce al centro di una polemica e di un'indagine del Csm. Un taxista milanese, Marino Viola, accusato di violenze sessuali sulla figlia, viene assolto quando a Forno subentra un altro pm, Tiziana Siciliano. Il suo avvocato difensore, Luigi Vanni, segnala parecchie irregolarità avvenute nel corso delle indagini e confermate dalla requisitoria della Siciliano. Il processo diventa un caso che solleva dubbi sulle metodologie adottate da Forno e getta ombre sul lavoro dei periti. Il Csm apre un'istruttoria su richiesta del consigliere laico Eligio Resta, Forno si difende, accusa i giornalisti di stare dalla parte dei pedofili, annuncia la richiesta di trasferimento, la procura milanese si divide, Francesco Saverio Borrelli lo conferma e lui resta al suo posto.

Ma il Csm prosegue. Indaga anche sul processo Artico, l'educatore condannato in appello il 20 febbraio a 9 anni di reclusione. Emerge un uso spregiudicato delle intercettazioni telefoniche da parte del pm e interrogatori intimidatori delle presunte vittime da parte dei poliziotti.
Gli esperti del Cismai
Poi nel dossier Forno arrivano le carte che riguardano un coordinamento composto da 40 centri e servizi, pubblici e privati, e 100 soci che operano nel campo del trattamento e prevenzione dell'abuso sessuale sui minori: il Cismai. [...] I loro pareri coincidono sempre con la tesi del pm, il loro protocollo di intervento è la fotocopia del metodo d'indagine introdotto nel 1989 da Forno. Dopo le loro relazioni, i minori vengono tolti alle famiglie e affidati ai centri, dove spesso lavorano gli stessi periti. [...] Il primo a puntare il dito contro il Cismai è il senatore Augusto Cortellone dell'Udeur. In un'interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia del 9 febbraio scrive
Oggi varie procure, tribunali e uffici Gip provvedono alla scelta dei loro consulenti quasi sempre fra gli associati Cismai, sia per i magistrati dell'accusa che per i giudici all'interno della stessa vicenda processuale, contraddicendo così il principio costituzionale del giusto processo. Le loro perizie partono sempre dal presupposto della colpevolezza dell'indagato. Non crede il ministro che sussista il pericolo che i soci Cismai, perpetrino condotte penalmente rilevanti come le false perizie o false interpretazioni?
Il 15 febbraio la presidentessa del Cismai Teresa Bertotti scrive al ministro della Giustizia per chiarire le finalità dell'associazione e conclude
Segnalo l'effetto negativo che suscitano queste prese di posizioni negli operatori chiamati per prevenire e rilevare precocemente i casi di pedofilia e poi accusati di una del tutto non precisata appartenenza nefasta la cui colpa sarebbe quella di favorire lo scambio e il confronto fra professionisti
Ma il protocollo di intervento di questa associazione non è mai stato approvato dall'Ordine nazionale degli psicologi che già nel 1999 lo ritiene pericolo perché, come scrive il professor Guglielmo Gullotta a cui l'Ordine ha chiesto un parere, «non viene neanche presa in esame l'ipotesi che il sospettato possa essere innocente, ma si afferma che l'abusante (il pedofilo) neghi sempre». Insomma, si evince che il Cismai abbia storpiato il metodo della validation psicologica americano, per aderire all'impianto italiano di certi pm. Il risultato è un pasticcio psico-giudiziario che potrebbe aver portato in carcere più di un innocente e fabbricato qualche mostro.

Nel processo Viola, la pm Tiziana Siciliano, riferendosi alla ginecologa Cristina Maggioni che ha riscontrato segni di una violenza sessuale mai avvenuta, dice
Ci viene da chiederci se sia una totale incompetente o una persona in malafede
È lei la perita incaricata da Forno in numerosi processi, in 9 anni ha fatto 358 consulenze, ha partecipato a vari processi dove è sempre stata smentita dai consulenti del giudice.

Nel processo a Salvatore Lucanto (il pm è sempre Forno), la vicenda è ancora più grave. Secondo l'accusa, Salvatore avrebbe violentato sia la cugina minorenne sia la figlia Angela. Finisce in carcere, per due anni e mezzo, nel dicembre 1999 viene assolto perché il fatto non sussiste. L'accusa si basa esclusivamente su due disegni eseguiti dalla figlia in presenza di una psicologa del Cismai, Luisa Della Rosa. Quando la bimba esce dall'audizione protetta dice
La signora mi ha detto che devo disegnare un fantasma e chiamarlo pisello
Poi viene prelevata a scuola e portata al Centro aiuto famiglia e bambini maltrattati (uno dei quattro centri fondati dal Cismai) dove lavora l'allora consulente del pm Luisa Della Rosa. Per due anni, il centro riceve dal comune di Milano 5 milioni e 400 mila lire al mese per l'affidamento della bambina (il conto finale di 150 milioni viene presentato al padre). Durante il processo di primo grado un'altra perita, la psicoterapeuta Marinella Malacrea (presidente del Centro del bambino maltrattato e membro del direttivo Cismai) viene sospettata di fare perizie "forzate". Uno degli avvocati Guido Bomparola, chiede che un foglietto di appunti della psicoterapeuta venga allegato agli atti. C'è scritto
Con Forno rimango poi d'accordo che farò bastare gli elementi che ho… informo Forno che se non riuscirò a produrre un minimo di alleanza [con la bambina testimone, ndr] non mi pare utile farle un esame psicologico, sarebbe [non si capisce la parola] oltre che controproducente