Mi sento un po’ in colpa per averlo fatto incarcerare, ma la sua mancanza di rispetto per le donne è terribile. Ricordo quanto poco ci rispettava… pensa che le donne siano oggetti sessuali. È un tale imbroglione. Voleva Holly e me mentre era fidanzato. L’ho accusato perché era la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E perché ho sempre voluto qualcosa di forte nella mia vita. Altrimenti mi annoio. Bisogna cambiare, sono stanca di uomini che si approfittano di me… e di me che gliela do. Non sono una ninfomane come tutti pensano. Non sono abbastanza forte da dire di no. Sono stanca di essere una puttana. Basta.Ringrazio nazifemminismo.info per la traduzione.
Ieri sono andata da due avvocate per denunciarlo civilmente. So che è sbagliato, ma che altro posso fare? Normalmente non sono una persona cattiva, ma mi ha fatto arrabbiare. Se sono vendicativa, peggio per lui. Probabilmente mi sentirò in colpa, un giorno.
Parlando di soldi, lo denuncio. Ho bisogno disperato di soldi. La mia coscienza mi ha impedito di farlo, ma devo pagare un debito e farò quello che serve.
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sabato 13 novembre 2010
Il diario segreto di una calunniatrice
giovedì 11 novembre 2010
Contea del Wiltshire, Inghilterra: ancora falsi stupri
10 ottobre 2010, Trowbridge — Una 36enne ha evitato il processo a suo carico per aver falsamente accusato un uomo di stupro. Mr Callow è stato arrestato e ha dovuto trascorrere una giornata in carcere prima di essere rilasciato su cauzione e prima ancora di essere completamente scagionato.
lunedì 8 novembre 2010
Falsa violenza sessuale in Louisiana
Il 23 settembre l'ufficio dello sceriffo di Calcasieu arresta il 19enne Tyler J. Leger, 711 Murbelle Rd., Lake Charles, per il presunto stupro di una studentessa di McNeese occorso la notte precedente. Il giovane viene così associato al Centro Correzionale di Calcasieu; il giudice Michael Canaday fissa per lui una cauzione di 750mila dollari.
Dopo l'arresto di Leger, i detective acquisiscono altre informazioni interrogando diversi testimoni; il Procuratore Distrettuale, dopo aver preso atto di tali testimonianze, decide il giorno 19 ottobre per il rilascio immediato del ragazzo dal carcere in cui si trovava ancora dopo quasi un mese. Il giorno successivo, la studentessa ammette di essersi inventata la storia della violenza sessuale; viene per questo arrestata e rilasciata subito dopo su cauzione.
Fonte: The Examiner
Dopo l'arresto di Leger, i detective acquisiscono altre informazioni interrogando diversi testimoni; il Procuratore Distrettuale, dopo aver preso atto di tali testimonianze, decide il giorno 19 ottobre per il rilascio immediato del ragazzo dal carcere in cui si trovava ancora dopo quasi un mese. Il giorno successivo, la studentessa ammette di essersi inventata la storia della violenza sessuale; viene per questo arrestata e rilasciata subito dopo su cauzione.
Fonte: The Examiner
giovedì 28 ottobre 2010
Archiviata la denuncia di un trentenne accusato di stupro: la calunniatrice rischia l'imputazione
28 ottobre 2010 — Si è conclusa dopo più di due anni, col decreto di archiviazione del GIP del tribunale di Ravenna su richiesta del Pubblico Ministero Roberto Ceroni, la vicenda giudiziaria di un operaio rumeno trentenne.
L’uomo, incensurato, era finito in carcere per una settimana nell’estate del 2008 quando una diciannovenne sua connazionale si era recata dai carabinieri accusandolo di stupro. La giovane aveva raccontato di essere stata avvicinata fuori da una discoteca della Riviera ravennate dal trentenne mai visto prima che dopo averle dato un passaggio in auto, l’aveva costretta a salire in casa sua dove aveva abusato di lei per l’intera notte. Nel concludere la sua storia la giovane che si era recata in lacrime dai militari aveva detto di essere riuscita a liberarsi solo la mattina successiva.
Sin dall’interrogatorio di garanzia, era stata però diversa la versione dell’uomo che aveva parlato di gelosia da parte della ragazza nei confronti della compagna ufficiale. Per dare maggior solidità alle sue affermazioni aveva raccontato la sua abitudine di riprendere di nascosto alcuni dei suoi rapporti intimi. La videocassetta che mostrava il rapporto per lo più consenziente tra i due era stata prodotta dal suo difensore agli inquirenti e il giudice aveva disposto la revoca della custodia cautelare. L’uomo ora si trova in patria, mentre la giovane rischia di essere accusata di calunnia.
L’uomo, incensurato, era finito in carcere per una settimana nell’estate del 2008 quando una diciannovenne sua connazionale si era recata dai carabinieri accusandolo di stupro. La giovane aveva raccontato di essere stata avvicinata fuori da una discoteca della Riviera ravennate dal trentenne mai visto prima che dopo averle dato un passaggio in auto, l’aveva costretta a salire in casa sua dove aveva abusato di lei per l’intera notte. Nel concludere la sua storia la giovane che si era recata in lacrime dai militari aveva detto di essere riuscita a liberarsi solo la mattina successiva.
Sin dall’interrogatorio di garanzia, era stata però diversa la versione dell’uomo che aveva parlato di gelosia da parte della ragazza nei confronti della compagna ufficiale. Per dare maggior solidità alle sue affermazioni aveva raccontato la sua abitudine di riprendere di nascosto alcuni dei suoi rapporti intimi. La videocassetta che mostrava il rapporto per lo più consenziente tra i due era stata prodotta dal suo difensore agli inquirenti e il giudice aveva disposto la revoca della custodia cautelare. L’uomo ora si trova in patria, mentre la giovane rischia di essere accusata di calunnia.
lunedì 25 ottobre 2010
Continua la ridicolizzazione delle vittime dei falsi stupri: condannata a 60 ore di servizio in comunità con pena sospesa per aver inscenato una violenza sessuale
25 ottobre 2010, Olanda — Una 17enne è stata condannata a 60 ore di servizio in comunità (pena sospesa) per aver falsamente dichiarato di essere stata drogata, stuprata e messa incinta da un suo ex ragazzo, che per questo ha trascorso quattro giorni in carcere.
mercoledì 6 ottobre 2010
Diciannovenne accusato di violenza su una ragazzina, assolto perché il fatto non sussiste
5 ottobre 2010, Cremona — Accusato di aver violentato nei giardinetti sotto casa una ragazzina ivoriana di 18 anni, un diciannovenne connazionale è stato assolto «perché il fatto non sussiste». «Non ritengo che la denuncia presentata dalla ragazza sia falsa, ma non ci sono elementi di prova», aveva osservato lo stesso pubblico ministero Francesco Messina, durante la requisitoria culminata nella richiesta di assoluzione.
In vena di raccontare menzogne invece, confidando probabilmente nell’ignoranza giuridica dell’audience, l’avvocatessa della 18enne Elena Pisati «Vorrei che si evidenziasse il fatto che l’imputato è stato assolto, perché non è stata raggiunta la prova e che il pubblico ministero, nella requisitoria, ha comunque evidenziato come non ritenesse falsa la denuncia della mia assistita». Dall’articolo si evince invece che il pubblico ministero ha sì sollecitato l’assoluzione per mancanza di prove, ma anche che la corte ha emesso un verdetto di non colpevolezza ripetiamolo perché il fatto non sussiste, cioè non con formula dubitativa ma con formula affermativa: non ci sono state violenze. Ergo la giovane ha mentito, secondo i giudici. Ma passiamo ai fatti.
Nella denuncia, la diciottenne raccontò che il 21 maggio del 2007 l’imputato «ci provò», mentre la stava accompagnando a casa dopo una serata trascorsa con amici. «Ha infilato una mano sotto il body e mi ha toccato il seno. Mi ha strattonato, mi ha fatto cadere, mi ha fatto rialzare e poi mi ha trascinato nel retro del condominio», denuncerà la ragazza, che prima di rincasare, raccontò di essere rimasta in lacrime per trenta minuti sul pianerottolo e, una volta entrata in casa, di essersi infilata sotto la doccia.
In vena di raccontare menzogne invece, confidando probabilmente nell’ignoranza giuridica dell’audience, l’avvocatessa della 18enne Elena Pisati «Vorrei che si evidenziasse il fatto che l’imputato è stato assolto, perché non è stata raggiunta la prova e che il pubblico ministero, nella requisitoria, ha comunque evidenziato come non ritenesse falsa la denuncia della mia assistita». Dall’articolo si evince invece che il pubblico ministero ha sì sollecitato l’assoluzione per mancanza di prove, ma anche che la corte ha emesso un verdetto di non colpevolezza ripetiamolo perché il fatto non sussiste, cioè non con formula dubitativa ma con formula affermativa: non ci sono state violenze. Ergo la giovane ha mentito, secondo i giudici. Ma passiamo ai fatti.
Nella denuncia, la diciottenne raccontò che il 21 maggio del 2007 l’imputato «ci provò», mentre la stava accompagnando a casa dopo una serata trascorsa con amici. «Ha infilato una mano sotto il body e mi ha toccato il seno. Mi ha strattonato, mi ha fatto cadere, mi ha fatto rialzare e poi mi ha trascinato nel retro del condominio», denuncerà la ragazza, che prima di rincasare, raccontò di essere rimasta in lacrime per trenta minuti sul pianerottolo e, una volta entrata in casa, di essersi infilata sotto la doccia.
martedì 5 ottobre 2010
Accusato di stupro dalla ex moglie, assolto al processo
5 ottobre 2010, Avezzano — Un uomo accusato di stupro dalla ex moglie è stato assolto: il giudice l’ha condannato solo a tre mesi per violazione di domicilio. M. O. è stato accusato dalla ex moglie di essere entrato forzatamente nella sua abitazione e di averla violentata; a sostegno di questa versione, la donna ha presentato ai Carabinieri una registrazione telefonica tra i due in cui l’uomo si scusava per il gesto violento.
Il neuropsichiatra ha però sottolineato in sede di dibattimento la sudditanza di M. O. nei confronti della moglie, e come per questo motivo la telefonata potesse essere interpretata come un semplice gesto di accondiscendenza da parte dell’uomo alle richieste di scuse della donna. Da qui l’assoluzione.
Il neuropsichiatra ha però sottolineato in sede di dibattimento la sudditanza di M. O. nei confronti della moglie, e come per questo motivo la telefonata potesse essere interpretata come un semplice gesto di accondiscendenza da parte dell’uomo alle richieste di scuse della donna. Da qui l’assoluzione.
Collegamenti esterni
- Un po’ di sano humour: http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2010/10/05/se-lo-stupro-sulla-ex-viene-definito-un-tentativo-di-riconciliazione/. Notare come venga presupposto il fatto che il marito abbia effettivamente stuprato la donna (sai che novità, lo fanno con qualunque uomo, visto che li odiano visceralmente) e non si prenda minimamente in considerazione l'ipotesi che la signora se lo sia inventato di sana pianta.
domenica 3 ottobre 2010
La storia di Lee Trundle, accusato falsamente di stupro
Riportiamo la traduzione di una storia apparsa su Wales Online
Per le sue magie con i Swansea e i Wrexham, Lee Trundle è diventato un eroe del football tra migliaia di fans gallesi. Ma in questo estratto del suo nuovo libro, Non solo trucchi, il giocatore di Liverpool parla per la prima volta dei momenti più bui della sua carriera, in particolare di quando ha dovuto affrontare il terrificante calvario di una falsa accusa di stupro
Per le sue magie con i Swansea e i Wrexham, Lee Trundle è diventato un eroe del football tra migliaia di fans gallesi. Ma in questo estratto del suo nuovo libro, Non solo trucchi, il giocatore di Liverpool parla per la prima volta dei momenti più bui della sua carriera, in particolare di quando ha dovuto affrontare il terrificante calvario di una falsa accusa di stupro
A volte mi capitava al college di farmi fare dei massaggi. Una volta, mentre ero fuori per prendere un appuntamento, incontrai questa ragazza [...] le proposi di incontrarci più tardi e lei accettò. Era una ragazza carina, sembrava abbastanza normale, e il programma era quello di prendersi un paio di drink da me prima di uscire per andare da qualche parte. Ma quando arrivò a casa mia si mise subito a conversare di sesso, parlando apertamente delle sue fantasie, di come le sarebbe piaciuto avere un rapporto a tre – al punto che mi disse di voler invitare una sua compagna per divertirsi un po' con lei. Ci incontrammo il giorno successivo, entrambi avevamo amici con noi, tutti d'accordo che ci saremmo visti da me più tardi. Fu divertente, e quando tornammo la conversazione sul sesso riprese di nuovo, solo che questa volta la ragazza mi suggerì di dormire con la sua amica – e così io feci.
[...]
Abbiamo avuto un match poco tempo dopo, ma quando tornai notai che la porta di ingresso della mia abitazione era stata vandalizzata. Pensai subito a quella ragazza, così la chiamai: mi accorsi che era più interessata a sapere perché non l'avessi più chiamata. Iniziò a piangere, e io cominciai a pensare che non fosse stata lei, che non avrebbe voluto tornare a casa mia se effettivamente fosse stata lei quella che aveva danneggiato il portone. Stupidamente, finimmo per metterci d'accordo per un altro incontro. Ma la mattina successiva, decisi che era meglio non farmi coinvolgere ulteriormente da questa ragazza e di non chiamarla quando le dissi che lo avrei fatto.
Più tardi qualcuno bussò alla porta. Uno dei miei vicini mi disse di aver visto dei ragazzi correr via e che se mi sbrigavo avrei potuto prenderli. C'era vernice bianca sulla mia auto.Sospettoso, Lee chiamò il padre della ragazza che negò ogni coinvolgimento della figlia. [...] Subito dopo, ricevette una chiamata dalla ragazza.
Risposi al telefono e lei mi disse che se dormivo con lei un'altra volta tutto si sarebbe fermato. Io le dissi di non minacciarmi, ma più tardi lei chiamò ancora, questa volta domandando se ci avevo ripensato. Le risposi esattamente quello che pensavo della sua offerta, ma lei replicò dicendo di essere stata al giornale e che essi avrebbero pubblicato la sua storia.
‘Grosso affare’ dissi ‘così tu avresti dormito con un giocatore della Lega’
‘No’ rispose ‘violentata’ e attaccò.
Quelle parole mi colpirono. Non ci può essere niente di peggio che essere accusati di stupro quando sai di non aver fatto nulla.
[...]Il furgone della polizia si presentò a casa sua alle 3 di notte, poche ore prima di una partita che Lee voleva disperatamente giocare.
Mi misero le manette appena arrivai alla stazione [...] impronte digitali, foto segnaletica e poi in cella. [...] La notte precedente il più grande match della mia vita e non riuscivo a dormire. Anche se fosse stato un hotel a cinque stelle non sarei riuscito a dormire; onestamente pensavo che sarei impazzito.
La paura di non sapere cosa stesse accadendo mi divorava. Volevo urlare ma non potevo perché la mia mente correva troppo. Volevo essere arrabbiato ma non ne avevo le forze. Non avevo fatto niente, non c'era alcun motivo di essere spaventato. Ma i pensieri mi assillavano. ‘Non ho fatto niente di sbagliato, ma loro mi crederanno? Ho detto loro cosa è successo ma sono ancora in questa cella’. Mi sentivo male a pensare che qualcuno potesse credere avessi fatto quello di cui lei mi accusava. Il fatto era – non poter parlare con nessuno; avere qualcuno che ti accusa di essere uno stupratore era un inferno.
Mi lessero le accuse – non sapevo che dire. Avevo perso il conto delle volte che cadevo dalle nuvole, incredulo alle accuse che lei mi muoveva. Molte cose erano solo false, come che noi ci vedevamo da più di un mese, che io ero diventato aggressivo perché lei non mi prendeva sul serio, che sono andato a casa sua minacciando di ucciderla e che, alla fine, l'ho stuprata e segregata nella mia casa.
[...] Avevo perduto il più grande momento della mia carriera per qualcosa che non avevo fatto. [...]
Alla fine, la polizia venne e mi disse che non avrebbero indagato ulteriormente. Lei aveva ritirato le accuse. Come fosse stato possibile non lo sapevo, se le fossero venuti dei sensi di colpa per rimangiarsi tutte quelle bugie – non lo sapevo, non mi importava. Tutto quello che mi importava era che le accuse erano sparite.
Dopo due settimane, mentre attraversavo Liverpool la vidi al lato della strada. Lei mi vide e mi rise in faccia. Mi fece rivoltare lo stomaco.
Mi domando se lei si sia mai chiesta di ciò che mi ha fatto, di come abbia ancora la paura che mia figlia Brooke possa venire a conoscenza da qualche suo amico che suo padre è stato sospettato di aver stuprato qualcuno. Mi domando se abbia realizzato che quello che ha fatto non potrà mai essere cancellato, che ogni volta che io incontro qualcuno nella mia vita, qualcuno con cui voglio instaurare un rapporto, devo ripensare a tutta la storia e raccontargliela piuttosto che preoccuparmi che egli possa udirla prima da qualcun altro e pensar male di me. Lo sporco puzza, non importa quanto pulito tu possa essere. Ci sono ancora adesso persone che conoscono solo metà della storia. Ancora adesso la gente pensa che io abbia abbandonato Liverpool per quello che è successo, perché avevo dei problemi e non potevo più stare lì. Potete crederci? Che io non posso più vivere nella zona in cui sono cresciuto, dove sono nato, che sono stato obbligato ad andar via dalla mia stessa casa?
Collegamenti esterni
- Video su youtube (la storia raccontata da una voce artificiale)
giovedì 30 settembre 2010
Accusato di stupro da un'ubriaca, esce dal carcere dopo l'archiviazione del fascicolo a suo carico
San Rafael, California. 30 settembre 2010 — Un 56enne californiano, Roy Anthony Herndon, è stato rilasciato dal carcere dopo che la procura distrettuale ha archiviato le accuse a suo carico. Era stato indagato per stupro, molestia e rapimento: si trovava in custodia con una cauzione di $500,000.
L'accusatrice, una donna di cui non sono note le generalità, è stata ritenuta inattendibile; l'ufficio della pubblica difesa ha rilasciato alcune dichiarazioni secondo cui la signora sarebbe stata ubriaca al momento della presunta aggressione.
Non è una novità il fatto che la polizia prenda talvolta provvedimenti cautelari basandosi solo sulla testimonianza di una donna, per lo più chiaramente inattendibile: se ne era parlato in precedenza a proposito di una scozzese.
L'accusatrice, una donna di cui non sono note le generalità, è stata ritenuta inattendibile; l'ufficio della pubblica difesa ha rilasciato alcune dichiarazioni secondo cui la signora sarebbe stata ubriaca al momento della presunta aggressione.
Non è una novità il fatto che la polizia prenda talvolta provvedimenti cautelari basandosi solo sulla testimonianza di una donna, per lo più chiaramente inattendibile: se ne era parlato in precedenza a proposito di una scozzese.
Presunzione di colpevolezza: la parola alle associazioni americane contro la violenza di genere
Da un'indagine sulla violenza di genere è emerso che negli Usa solo il 5% dei presunti stupratori sono riconosciuti colpevoli. Il fatto è stato denunciato da Eleanor Smeal, presidente della Feminist Majority Foundation. «Riassumendo, 15 stupratori su 16 restano liberi» ha sottolineato l'associazione Rape, Abuse and Incest National Network. Ora noi ci chiediamo: se siete così sicuri che quelle 15 persone accusate per stupro siano effettivamente dei violentatori, a cosa servirebbero i processi? Insomma, voi vorreste condannare tutti quelli che vengono denunciati, se abbiamo capito bene. Evidentemente, quegli uomini se sono stati assolti un motivo ci sarà: è perché non sono stupratori, o perché non ci sono le prove per affermare che lo sono effettivamente. Nonostante ciò, voi li chiamate stupratori, per il solo fatto che sono stati denunciati o processati per violenza sessuale. Ma non sapete che il 41% delle denunce nel vostro paese sono state acclarate essere fasulle?
Voi ritenete grave il fatto che 15 "stupratori" su 16 restino liberi? Anche noi lo riteniamo grave, ma razionalmente per un motivo ben diverso dal vostro, puramente pretestuoso e finalizzato ad attirare illecitamente fondi pubblici all'interno delle associazioni contro la violenza di genere: riteniamo estremamente grave che tutta quella gente finisca a processo sulla base della sola parola di una donna, magari (come spesso avviene) dopo un lungo periodo di carcerazione preventiva.
Voi ritenete grave il fatto che 15 "stupratori" su 16 restino liberi? Anche noi lo riteniamo grave, ma razionalmente per un motivo ben diverso dal vostro, puramente pretestuoso e finalizzato ad attirare illecitamente fondi pubblici all'interno delle associazioni contro la violenza di genere: riteniamo estremamente grave che tutta quella gente finisca a processo sulla base della sola parola di una donna, magari (come spesso avviene) dopo un lungo periodo di carcerazione preventiva.
Accusato di maltrattamenti, lesioni e violenza sessuale dalla ex moglie: assolto al processo. Era tutta una farsa
21 settembre 2010, Pisa — Assolto perché il fatto non sussiste. È questa la sentenza emessa ieri mattina dal tribunale per il caso di un marito accusato di maltrattamenti, lesioni e violenza sessuale dalla ex moglie da cui ha divorziato negli ultimi mesi (ma con la quale continua attualmente a gestire un'attività commerciale). Per il primo collegio non ci fu violenza e non ci furono maltrattamenti: per quanto riguarda invece le presunte lesioni aggravate ci sarebbe stata una querela tardiva, e su questa base si è ritenuto di non doversi procedere.
Il quadro accusatorio in base al quale l’uomo era stato portato in giudizio si riferiva a presunti maltrattamenti gravi continuati nel tempo e addirittura a due episodi di violenza sessuale, rapporti imposti con la forza, avvenuti nel gennaio scorso. Stando alle accuse della ex moglie, raccolte dai carabinieri, l’uomo l’avrebbe più volte colpita a calci e pugni, in varie parti del corpo, infliggendole anche umiliazioni frequenti e offese e l’avrebbe tradita in più occasioni, perfino con una dipendente. Le accuse avrebbero portato al suo rinvio a giudizio e al processo, nel corso del quale però sarebbero sorte diverse contraddizioni rispetto alle deposizioni rese e agli avvenimenti, collocati temporalmente nell’arco degli ultimi tre anni, partendo dal 2007.
Ieri è stata nuovamente ascoltata la donna, la quale ha ammesso che anche dopo le denunce avrebbe fatto una vacanza con il marito durante la quale avrebbero avuto normali rapporti coniugali, ed ha deposto davanti ai giudici una delle presunte amanti, una dipendente, la quale ha però fornito una diversa versione dei fatti contestati fino a quel momento. Ha riferito addirittura come la moglie si fosse in alcune occasioni vantata con lei della vis amatoria del marito, cosa della quale anche l’uomo aveva chiesto conferma alla sua metà durante l’ennesima incursione nel locale dei carabinieri, da lei chiamati durante un litigio.
L’emersione di un’alterna di rapporti tranquilli a rapporti tesi avrebbe cambiato in corso di dibattimento le carte in tavola, al punto che perfino la pubblica accusa ha finito ieri mattina col chiedere l’assoluzione dell’imputato. Richiesta a cui ovviamente si è associata la difesa e confermata, dopo quindici minuti di camera di consiglio, dal primo collegio, che ha assolto l’uomo dalle accuse di maltrattamenti e violenza sessuale appunto perché il fatto non sussiste e dalle lesioni aggravate per difetto di querela.
Il quadro accusatorio in base al quale l’uomo era stato portato in giudizio si riferiva a presunti maltrattamenti gravi continuati nel tempo e addirittura a due episodi di violenza sessuale, rapporti imposti con la forza, avvenuti nel gennaio scorso. Stando alle accuse della ex moglie, raccolte dai carabinieri, l’uomo l’avrebbe più volte colpita a calci e pugni, in varie parti del corpo, infliggendole anche umiliazioni frequenti e offese e l’avrebbe tradita in più occasioni, perfino con una dipendente. Le accuse avrebbero portato al suo rinvio a giudizio e al processo, nel corso del quale però sarebbero sorte diverse contraddizioni rispetto alle deposizioni rese e agli avvenimenti, collocati temporalmente nell’arco degli ultimi tre anni, partendo dal 2007.
Ieri è stata nuovamente ascoltata la donna, la quale ha ammesso che anche dopo le denunce avrebbe fatto una vacanza con il marito durante la quale avrebbero avuto normali rapporti coniugali, ed ha deposto davanti ai giudici una delle presunte amanti, una dipendente, la quale ha però fornito una diversa versione dei fatti contestati fino a quel momento. Ha riferito addirittura come la moglie si fosse in alcune occasioni vantata con lei della vis amatoria del marito, cosa della quale anche l’uomo aveva chiesto conferma alla sua metà durante l’ennesima incursione nel locale dei carabinieri, da lei chiamati durante un litigio.
L’emersione di un’alterna di rapporti tranquilli a rapporti tesi avrebbe cambiato in corso di dibattimento le carte in tavola, al punto che perfino la pubblica accusa ha finito ieri mattina col chiedere l’assoluzione dell’imputato. Richiesta a cui ovviamente si è associata la difesa e confermata, dopo quindici minuti di camera di consiglio, dal primo collegio, che ha assolto l’uomo dalle accuse di maltrattamenti e violenza sessuale appunto perché il fatto non sussiste e dalle lesioni aggravate per difetto di querela.
domenica 26 settembre 2010
Accusato di stupro su una bambina, scagionato dalle perizie dopo cinque mesi
26 settembre 2010, Pozzallo (Ragusa) — Non ci sarebbero tracce di violenza sessuale sul corpo della ragazza in inferiorità psichica di cui, secondo l’accusa, avrebbe abusato nel garage di casa sua un 64enne di Pozzallo, coniugato e padre di figli, nonché nonno. Questo è quanto emerso dall’incidente probatorio in tribunale, dove sono state rese note le perizie dei consulenti della pubblica accusa e della difesa, concordi nel non aver riscontrato tracce di stupro.
L'uomo era stato arrestato il 16 aprile scorso con l'accusa di avere abusato sessualmente di una ragazza con problemi di handicap mentale. Le violenze sarebbero avvenute all'interno di un garage attiguo all'abitazione dell'indagato, alla presenza della sorellina della vittima, anche lei disabile mentale. Sempre secondo l'accusa, l'uomo attirava le due sorelle approfittando dei loro problemi psichici e le costringeva a recarsi a casa sua.
L'uomo era stato arrestato il 16 aprile scorso con l'accusa di avere abusato sessualmente di una ragazza con problemi di handicap mentale. Le violenze sarebbero avvenute all'interno di un garage attiguo all'abitazione dell'indagato, alla presenza della sorellina della vittima, anche lei disabile mentale. Sempre secondo l'accusa, l'uomo attirava le due sorelle approfittando dei loro problemi psichici e le costringeva a recarsi a casa sua.
Stupro via chat, scarcerato studente. Era una calunnia
Riportiamo la notizia di un giovane scarcerato dal Gip a seguito di un'accusa di stupro poi rivelatasi fasulla
abbiamo evidenziato i commenti di due "signori" che, inconsapevolmente, hanno messo in atto meccanismi psicologici di difesa nei loro stessi confronti. Si dice infatti che il cervello tenda, nei casi in cui si persegua una condotta moralmente deprecabile, ad assumere comportamenti tali da allontanare da sé qualsiasi sospetto. Parrebbe dunque che queste due persone abbiano avuto condotte di natura sessuale violenta almeno una volta nella loro vita. Questi i link ai profili facebook dei due utenti: Marco Trani e Fabrizio Frigerio.
25 settembre 2010, Varedo (Monza) — Diego Cogoni, lo studente pavese arrestato agli inizi del mese perchè accusato di aver violentato a Varedo, in provincia di Monza, una ragazza conosciuta via chat, con la complicità di due suoi amici, è stato scarcerato dal tribunale del riesame di Milano. Decisiva per i giudici una relazione dei consulenti della difesa, medici del Policlinico San Matteo di Pavia, che esclude la violenza sessuale.e alcuni commenti alla notizia prelevati da Facebook
Sul computer dello studente, inoltre, sono stati trovati dei filmati che ritraevano la ragazza in atteggiamenti sessuali espliciti. La giovane, 20 anni, aveva invece raccontato ai carabinieri di aver chattato occasionalmente con lo studente, poi incontrato la sera della presunta violenza. Anche uno degli amici dello studente, minorenne, è stato scarcerato dal Gip dei minori su istanza del suo legale.
L'altro amico rimane invece in carcere, a Monza, in attesa di un ricorso al Riesame. Secondo il legale di Cogoni, negli atti del procedimento non c'è traccia di alcun filmato che ritrae la scena dello stupro, realizzato — secondo le accuse della ragazza — da uno dei tre amici. Le difese hanno chiesto degli accertamenti sui telefonini in uso ai ragazzi per escludere definitivamente l'esistenza del filmato.
venerdì 24 settembre 2010
Allarme in Inghilterra: due falsi stupri in 24 ore nella contea di Worcester
23 settembre, Worcestershire — E c'è chi ha il coraggio di dire che casi come questi sono rari. Ieri nella contea di Worcester sono state segnalate due false violenze sessuali. Un giovane è stato arrestato come conseguenza di una delle due e poi rilasciato.
La polizia ha dichiarato che non perseguirà le calunniatrici per evitare di scoraggiare le vere vittime della violenza. Del ragazzo arrestato non importa un cazzo a nessuno come al solito.
La polizia ha dichiarato che non perseguirà le calunniatrici per evitare di scoraggiare le vere vittime della violenza. Del ragazzo arrestato non importa un cazzo a nessuno come al solito.
giovedì 23 settembre 2010
Falso stupro in Inghilterra
23 settembre 2010, Liverpool - Una donna di Newlywed è stata condannata a due anni di reclusione, probabilmente con la condizionale come sovente avviene in questi casi, per aver dichiarato un falso stupro. La sentenza è stata emessa dal tribunale di Liverpool.
La vittima della 32enne è un uomo di 20 anni con il quale ha avuto un rapporto consensuale. La falsa dichiarazione di stupro è stata resa alla polizia il 17 novembre dello scorso anno; per questo, il giovane è stato arrestato e detenuto per 14 ore prima di essere rilasciato su cauzione. Solo in gennaio la donna ha ammesso di aver fabbricato la storia; in tribunale, si è dichiarata colpevole di aver deviato il corso della giustizia.
L'ispettore Ged Seddon ha commentato la sentenza affermando che "per fortuna, casi come questi sono molto rari".
La vittima della 32enne è un uomo di 20 anni con il quale ha avuto un rapporto consensuale. La falsa dichiarazione di stupro è stata resa alla polizia il 17 novembre dello scorso anno; per questo, il giovane è stato arrestato e detenuto per 14 ore prima di essere rilasciato su cauzione. Solo in gennaio la donna ha ammesso di aver fabbricato la storia; in tribunale, si è dichiarata colpevole di aver deviato il corso della giustizia.
L'ispettore Ged Seddon ha commentato la sentenza affermando che "per fortuna, casi come questi sono molto rari".
lunedì 13 settembre 2010
Ha mandato in carcere quattro ragazzi, ma non ha neanche messo piede in tribunale
13 settembre 2009, Hofstra - Esattamente un anno fa, una studentessa dell'Università americana di Hofstra, Danmell Ndonye, accusava quattro ragazzi di averla legata e stuprata. Solo un filmato che riprendeva l'accaduto e che dimostrava la falsità della dichiarazione è riuscito a salvare i giovani da una condanna certa. I quattro infatti sono stati prontamente arrestati e rilasciati solo due giorni dopo, una volta che la verità è stata accertata. La verità era che la Ndonye aveva litigato con il suo ragazzo e che per consolarsi si era portata a letto Kevin Taveras e altri tre uomini; dopodiché, come spesso avviene, si era pentita ed è andata alla polizia a denunciare la falsa violenza.
I quattro sono stati prontamente arrestati sulla fiducia; uno di essi è stato sospeso dall'Università. In quanto presunti stupratori, hanno ricevuto in carcere sevizie e maltrattamenti per ben due giorni. Noi ci chiediamo quanti innocenti si sono trovati in questa situazione per molto più tempo, non avendo potuto contare su prove che li scagionavano visto che, a quanto pare, per questo genere di reati vale la presunzione di colpevolezza.
La donna tuttavia non è stata perseguita; insomma, l'ha fatta franca come al solito. La procuratrice Kathleen Rice ha deciso di non portare il caso in tribunale con la solita scusa dell'instabilità mentale (verrebbe da dire: tra donne...).
I quattro sono stati prontamente arrestati sulla fiducia; uno di essi è stato sospeso dall'Università. In quanto presunti stupratori, hanno ricevuto in carcere sevizie e maltrattamenti per ben due giorni. Noi ci chiediamo quanti innocenti si sono trovati in questa situazione per molto più tempo, non avendo potuto contare su prove che li scagionavano visto che, a quanto pare, per questo genere di reati vale la presunzione di colpevolezza.
La donna tuttavia non è stata perseguita; insomma, l'ha fatta franca come al solito. La procuratrice Kathleen Rice ha deciso di non portare il caso in tribunale con la solita scusa dell'instabilità mentale (verrebbe da dire: tra donne...).
venerdì 10 settembre 2010
Procurati allarmi e falsi stupri
Qui un caso di procurato allarme riguardante uno stupro denunciato da una ragazza ma mai occorso. Notizie di questo tipo ce ne sono parecchie (1, 2, 3, 4), ma noi non le documentiamo perché non sfociano nell'arresto di persone innocenti. Tuttavia dal medesimo articolo apprendiamo di un caso a noi ignoto risalente alla fine degli anni ’90
Una ragazza aveva denunciato un giovane di averla violentata. La vicenda si era conclusa con la condanna dell'imputato. Sarebbe stato riabilitato solo qualche anno dopo, quando la stessa "vittima" ha denunciato altri due giovani per delle violenze subite sempre nello stesso modo. Ma che non si erano mai consumate.
giovedì 9 settembre 2010
Presunta vittima di stupro confessa di aver mentito
8 settembre 2010, Nuova Delhi (India) - Nel corso del processo a carico dell'attore indiano Shiney Ahuja, accusato di violenza sessuale, la presunta vittima, che aveva inizialmente presentato la denuncia, ha dichiarato testualmente che l'uomo in realtà non l'ha violentata e che le accuse da lei formulate erano false.
Il 14 giugno 2009 la domestica di Ahuja si presenta alla polizia dichiarando di essere stata violentata dall'attore, che viene così prontamente arrestato. Shiney Ahuja ha dovuto trascorrere 110 giorni in carcere prima di poter versare la cauzione di 50mila rupie ed uscire.
Nel settembre del 2010 è iniziato il processo contro l'uomo, nel quale la domestica ha avanzato le sue dichiarazioni confessando di aver mentito. La corte l'ha per questo dichiarata "testimone ostile". La prossima udienza è prevista per il 15 settembre.
Il 14 giugno 2009 la domestica di Ahuja si presenta alla polizia dichiarando di essere stata violentata dall'attore, che viene così prontamente arrestato. Shiney Ahuja ha dovuto trascorrere 110 giorni in carcere prima di poter versare la cauzione di 50mila rupie ed uscire.
Nel settembre del 2010 è iniziato il processo contro l'uomo, nel quale la domestica ha avanzato le sue dichiarazioni confessando di aver mentito. La corte l'ha per questo dichiarata "testimone ostile". La prossima udienza è prevista per il 15 settembre.
martedì 7 settembre 2010
Indietro nel tempo. Accusa un giovane di averla stuprata e pretende risarcimento: era tutto falso. Condannata con pena sospesa
16 febbraio 2010, Inghilterra - Si è concluso il processo a carico della 20enne Sarah-Jane Hilliard, accusata di aver dichiarato il falso a proposito di una violenza sessuale da lei subita ma in realtà mai occorsa.
Nel luglio scorso la Hilliard si è era presentata alle autorità raccontando di essere stata violentata dal giovane Grant Bowers nei bagni della stazione di Basildon, Essex, e di pretendere un risarcimento di 7.500 sterline. Per questo Bowers era stato subito arrestato con l’accusa di stupro, salvo poi essere rilasciato dopo che un'amica della ragazza ebbe deciso di farsi avanti a raccontare che la Hilliard aveva mentito; a confermare la calunnia, anche una registrazione fatta da una telecamera di sorveglianza.
Nonostante tutto, il giudice ha deciso di sospendere la pena a 12 mesi di detenzione a carico della 20enne, che è stata giusto condannata a svolgere 300 ore di lavoro socialmente utile.
Nel luglio scorso la Hilliard si è era presentata alle autorità raccontando di essere stata violentata dal giovane Grant Bowers nei bagni della stazione di Basildon, Essex, e di pretendere un risarcimento di 7.500 sterline. Per questo Bowers era stato subito arrestato con l’accusa di stupro, salvo poi essere rilasciato dopo che un'amica della ragazza ebbe deciso di farsi avanti a raccontare che la Hilliard aveva mentito; a confermare la calunnia, anche una registrazione fatta da una telecamera di sorveglianza.
Nonostante tutto, il giudice ha deciso di sospendere la pena a 12 mesi di detenzione a carico della 20enne, che è stata giusto condannata a svolgere 300 ore di lavoro socialmente utile.
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lunedì 6 settembre 2010
Donna di Foulridge si inventa stupro
2 agosto 2010, Foulridge (Lancashire, Inghilterra) - Una donna di 21 anni si è dichiarata colpevole di aver deviato il corso della giustizia dichiarando alle autorità di essere stata violentata a casa sua. Come conseguenza della denuncia un 23enne di Colne è stato arrestato nel corso di un'indagine in quello che la polizia non ha esitato a definire "an horrific attack". Solo più tardi la ragazza ha ammesso di essersi inventata tutto.
Il processo a carico della 21enne dovrebbe tenersi venerdì 10 settembre.
Il processo a carico della 21enne dovrebbe tenersi venerdì 10 settembre.
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