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martedì 5 ottobre 2010

Accusato di stupro dalla ex moglie, assolto al processo

5 ottobre 2010, Avezzano — Un uomo accusato di stupro dalla ex moglie è stato assolto: il giudice l’ha condannato solo a tre mesi per violazione di domicilio. M. O. è stato accusato dalla ex moglie di essere entrato forzatamente nella sua abitazione e di averla violentata; a sostegno di questa versione, la donna ha presentato ai Carabinieri una registrazione telefonica tra i due in cui l’uomo si scusava per il gesto violento.

Il neuropsichiatra ha però sottolineato in sede di dibattimento la sudditanza di M. O. nei confronti della moglie, e come per questo motivo la telefonata potesse essere interpretata come un semplice gesto di accondiscendenza da parte dell’uomo alle richieste di scuse della donna. Da qui l’assoluzione.

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  • Un po’ di sano humour: http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2010/10/05/se-lo-stupro-sulla-ex-viene-definito-un-tentativo-di-riconciliazione/. Notare come venga presupposto il fatto che il marito abbia effettivamente stuprato la donna (sai che novità, lo fanno con qualunque uomo, visto che li odiano visceralmente) e non si prenda minimamente in considerazione l'ipotesi che la signora se lo sia inventato di sana pianta.

venerdì 1 ottobre 2010

Padre a processo per abusi sessuali sul figlio: assolto. Il bambino era affetto da PAS

30 settembre 2010, Pordenone — Un padre finisce a processo con accuse terribili e infamanti: il sospetto è che abbia abusato sessualmente del figlio. Tutto si fonda sulle dichiarazioni del bambino, che all’epoca aveva 7 anni, e del fratellino di 4, che racconta agli inquirenti di aver subito punizioni durissime. Erano tutte bugie. E per dimostrarlo ci è voluto una sorta di "test della verità", la cosiddetta validation, uno strumento scientifico di recente introduzione che valuta l’attendibilità dei minori che sostengono di essere stati vittime di abusi sessuali. Sullo sfondo di questa drammatica vicenda familiare c’è una separazione conflittuale tra coniugi. La moglie trova un nuovo compagno, si trasferisce con i figli a 300 chilometri di distanza e il padre fa istanza al Tribunale di modifica delle condizioni di divorzio. Da quel momento la situazione precipita. Un giorno la madre chiama Telefono Azzurro e riferisce delle molestie sessuali subite dal figlio maggiore. Viene interessata la Questura e nell’aprile 2008 la Procura allontana i bambini dal papà, che non li vede da due anni e mezzo. Per il presunto padre-orco si chiede il rinvio a giudizio. La difesa ottiene di celebrare il processo in udienza preliminare, con un rito abbreviato condizionato: vuole raccogliere le testimonianze della maestra, dell’assistente sociale e del proprio consulente tecnico, che ha concluso la sua perizia sostenendo che il piccolo è affetto da una gravissima forma di Pas, la sindrome da alienazione parentale che lo spingerebbe ad accusare il padre. Il giudice inserisce le testimonianze di altri familiari: tutti negano gli abusi e i maltrattamenti nei confronti del bambino di 4 anni. Le contraddizioni sono tante, al punto da spingere il giudice a rivolgersi al dottor Luca Sammicheli dell’Università di Bologna affinché esegua una validation, il "test della verità" che ieri ha scagionato il padre.

giovedì 30 settembre 2010

Accusato di maltrattamenti, lesioni e violenza sessuale dalla ex moglie: assolto al processo. Era tutta una farsa

21 settembre 2010, Pisa — Assolto perché il fatto non sussiste. È questa la sentenza emessa ieri mattina dal tribunale per il caso di un marito accusato di maltrattamenti, lesioni e violenza sessuale dalla ex moglie da cui ha divorziato negli ultimi mesi (ma con la quale continua attualmente a gestire un'attività commerciale). Per il primo collegio non ci fu violenza e non ci furono maltrattamenti: per quanto riguarda invece le presunte lesioni aggravate ci sarebbe stata una querela tardiva, e su questa base si è ritenuto di non doversi procedere.

Il quadro accusatorio in base al quale l’uomo era stato portato in giudizio si riferiva a presunti maltrattamenti gravi continuati nel tempo e addirittura a due episodi di violenza sessuale, rapporti imposti con la forza, avvenuti nel gennaio scorso. Stando alle accuse della ex moglie, raccolte dai carabinieri, l’uomo l’avrebbe più volte colpita a calci e pugni, in varie parti del corpo, infliggendole anche umiliazioni frequenti e offese e l’avrebbe tradita in più occasioni, perfino con una dipendente. Le accuse avrebbero portato al suo rinvio a giudizio e al processo, nel corso del quale però sarebbero sorte diverse contraddizioni rispetto alle deposizioni rese e agli avvenimenti, collocati temporalmente nell’arco degli ultimi tre anni, partendo dal 2007.

Ieri è stata nuovamente ascoltata la donna, la quale ha ammesso che anche dopo le denunce avrebbe fatto una vacanza con il marito durante la quale avrebbero avuto normali rapporti coniugali, ed ha deposto davanti ai giudici una delle presunte amanti, una dipendente, la quale ha però fornito una diversa versione dei fatti contestati fino a quel momento. Ha riferito addirittura come la moglie si fosse in alcune occasioni vantata con lei della vis amatoria del marito, cosa della quale anche l’uomo aveva chiesto conferma alla sua metà durante l’ennesima incursione nel locale dei carabinieri, da lei chiamati durante un litigio.

L’emersione di un’alterna di rapporti tranquilli a rapporti tesi avrebbe cambiato in corso di dibattimento le carte in tavola, al punto che perfino la pubblica accusa ha finito ieri mattina col chiedere l’assoluzione dell’imputato. Richiesta a cui ovviamente si è associata la difesa e confermata, dopo quindici minuti di camera di consiglio, dal primo collegio, che ha assolto l’uomo dalle accuse di maltrattamenti e violenza sessuale appunto perché il fatto non sussiste e dalle lesioni aggravate per difetto di querela.

martedì 21 settembre 2010

Non vuole separarsi dalle figlie: arrestato

Riportiamo la notizia di un padre separato residente in Svizzera ma di origine iraniane, colpito da un ordine di allontanamento dalla repubblica elvetica che lo obbligherebbe ad abbandonare le sue tre figlie, attualmente affidate alla madre. Secondo l'articolo, al rifiuto del padre di lasciare il paese è seguito il suo arresto. Attualmente si trova nel carcere di Sursee. Insomma, un padre che si fa la galera pur di non separarsi dalle sue bambine; alla faccia di chi sostiene che i papà se ne fregano dei figli.

Abbiamo così un padre in carcere solo perché amava le proprie bambine e una madre come la Antonelli tranquillamente in libertà: del resto, cosa vuoi che sia il rapimento di una creatura per puro senso del possesso e della vendetta rispetto al crimine commesso da quest'uomo.

venerdì 10 settembre 2010

Depositata interrogazione parlamentare sulla mancata applicazione della legge sull'affido condiviso

Rita Bernardini
9 settembre 2010, Roma - I radicali, tramite la deputata Rita Bernardini, depositano una interrogazione parlamentare sulla mancata applicazione della legge sull'affido condiviso da parte dei tribunali che, in barba alle disposizioni del Parlamento Italiano, ancora oggi continuano ad emettere sentenze di affido esclusivo soprattutto, come spesso avviene, quando a carico di un genitore pendono denunce non passate in giudicato di maltrattamenti o abusi nei confronti dell'ex coniuge o dei figli.

Riportiamo di seguito il testo dell'interrogazione

Atto Camera - Interrogazione a risposta scritta 4-08504 presentata da RITA BERNARDINI

mercoledì 8 settembre 2010, seduta n.366 BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI.
- Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che: nella XIV legislatura il Parlamento ha approvato a larghissima maggioranza la legge 8 febbraio 2006, n. 54, recante disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli; la portata innovativa di questo testo, in linea con l'orientamento prevalente nei Paesi dell'Unione europea, risiede nel riconoscere che «anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale»;
la legge, novellando l'articolo 155 del codice civile, si pone così l'obiettivo di riequilibrare l'asimmetria giuridica e pedagogica (considerato che ben l'88 per cento degli affidamenti hanno carattere esclusivo) che portava i minori, nella maggioranza dei casi, a perdere progressivamente ogni significativo rapporto con il genitore non affidatario;
tuttavia, nei primi quattro anni di vigenza della succitata legge, risulta una diffusa sostanziale inapplicazione da parte dei diversi tribunali della Repubblica, dovuta principalmente alla difficoltà, da parte dei giudici, a distaccarsi da precedenti prassi consolidate, che sono peraltro proprio quelle che la nuova legge intende correggere;
in particolare, la confusione nasce dall'idea che l'affidamento condiviso sia solo una nuova veste lessicale dell'affidamento congiunto già previsto dalla precedente normativa, come risulta dalla motivazione di numerose sentenze, con la conseguenza di poter trasporre nelle nuove situazioni tutta la precedente giurisprudenza;
in questo modo, molti tribunali continuano a sostenere che l'affidamento condiviso può essere concesso solo in un numero limitatissimo di casi, negandolo, in particolare, in presenza di conflittualità, tenera età dei figli, distanza tra le abitazioni dei due genitori; al contrario, la legge n. 54 del 2006 pone invece dei limiti precisi proprio all'affidamento esclusivo, consentendolo solo nelle situazioni in cui un genitore (quello da escludere dall'affidamento) costituirebbe motivo di pregiudizio per i figli, prevedendo altresì la possibilità di condanna per lite temeraria del genitore che abbia pretestuosamente, o infondatamente accusato l'altro di essere pregiudizievole per la prole;
alla precedente ipotesi si affianca a quel che consta agli interroganti peraltro un'altra forma, più subdola, di inosservanza della legge: stabilire l'affidamento condiviso, privandolo però dei suoi contenuti qualificanti, quali la presenza equilibrata presso i due genitori (alcune sentenze introducono il concetto di «collocazione» dei figli, rendendo «collocatario» il precedente genitore «affidatario») e l'assegnazione di compiti di cura, anche sotto il profilo economico, a ciascuno di essi;
simili gravi carenze rappresentano, ad avviso degli interroganti, un danno per la collettività intera, ma soprattutto per i figli, che in caso di separazione dei genitori hanno invece diritto di mantenere, se non la famiglia, almeno relazioni positive con ciascun genitore, onde prevenire sofferenze psicologiche e danni allo sviluppo della loro personalità, che possono arrivare ad innescare depressioni, suicidi, tossicodipendenze e comportamenti asociali;
la Repubblica italiana si basa sul principio dello Stato di diritto e del rispetto della legge
- quali iniziative nell'ambito delle sue competenze il Governo intenda assumere alla luce di quanto descritto dalla presente interrogazione e in particolare quali iniziative urgenti intenda adottare al fine di garantire la piena applicazione della legge n. 54 del 2006 in modo tale che i diritti dei genitori separati e dei loro figli possano essere realmente tutelati. (4-08504)

sabato 4 settembre 2010

Non fate uscire dall'Italia quel bambino conteso

A proposito della vicenda del piccolo Liam, il bambino rapito dalla madre e portato in Italia dagli Stati Uniti dove viveva con il padre, di cui vi avevamo già parlato: abbiamo qui un'interpellanza dell'onorevole Pedica che, a quanto pare, sembra non aver capito che le accuse di molestie al figlio mosse dalla signora Antonelli a danno al padre erano in realtà, come da sentenza del tribunale americano, strumentali ad ottenere l'affidamento del figlio
«ATTRAVERSO tutte le prefetture, vigilerò ogni giorno, ogni momento sugli spostamenti di Gabriele e sulla sua salute. Scriverò persino al ministro Alfano e a Maroni». Il senatore dell' Idv Stefano Pedica ha raccolto l' appello della madre di un bambino di 9 anni, conteso fra l' Italia, dove vive la madre, e gli Stati Uniti, paese del padre. «Se davvero il bimbo ha subito quello che lui [in realtà il bambino non ha mai detto di essere stato abusato dal padre ndr] e la madre affermano - prosegue Pedica - bisogna negare la possibilità che il bambino venga portato in vacanza dal padre per dieci giorni. Non può subire altre violenze né può correre il rischio di essere portato, e quindi sequestrato, negli Stati Uniti»

martedì 15 giugno 2010

False accuse per guadagnare l'affido dei figli

3 maggio 2010, North Platte (Nebraska) - Una 25enne ha falsamente accusato di violenza sessuale il padre dei suoi figli, l'ex marito Brad McCartney, che per questo è stato prontamente arrestato e rilasciato solo dopo che la polizia ebbe confermato la falsità della denuncia (come al solito). Le prove deriverebbero da un'intercettazione telefonica: la donna avrebbe avanzato le accuse per avvantaggiarsi nel procedimento legale di affidamento dei figli.

lunedì 31 maggio 2010

S’inventa stupro per vendetta

1 settembre 2006 - Si sono inventate tutto, probabilmente per vendicarsi dell’ex compagno della mamma. Una ragazzina di 14 anni ha accusato ingiustamente un amico di 24, Alessio, incensurato e disoccupato, di avere subito una violenza sessuale. Gli ha fatto fare diciotto giorni di carcere, poi si è scoperto che il giovane era innocente. La ragazzina si era inventata l’intera storia, pare spinta dalla madre, una donna sui cinquant’anni, per inguaiare l’ex compagno, incolpando suo figlio.

Disperata, il 30 luglio scorso la ragazzina aveva denunciato di essere stata stuprata da Alessio. Un reato gravissimo, appunto violenza sessuale ai danni di una minore. Ci sono volute quasi tre settimane per stabilire che quell’accusa era falsa. Accertamenti e referti medici l’hanno smascherata e così il 17 agosto Alessio è stato rilasciato.

La vicenda è trapelata soltanto ieri, quando il giovane ha abbandonato l’Emilia: cercherà di trovare la serenità perduta, in una località che tuttora è segreta.

Accompagnata dalla mamma, la quattordicenne si era presentata qualche settimana fa in una caserma dei carabinieri della provincia di Ferrara. «Mi ha violentata - singhiozzava - è successo a casa nostra».

«Non ho fatto niente - si era difeso Alessio, al momento delle manette - Quelle due si sono inventate tutto. Chiedete alla madre».

Nonostante la sua disperata difesa era stato arrestato e portato nel carcere Sant’Anna, di Ferrara.
Il pm Filippo Di Benedetto ha scavato a fondo nella vicenda, poiché i conti non tornavano, fin dall’inizio. Ha ascoltato una decina di testimoni, che non hanno avvalorato i particolari del racconto della ragazza. Pure la perizia medica e la visita ginecologica non confermavano la violenza sessuale, almeno nelle modalità descritte dalla ragazzina. Inevitabile la scarcerazione di Alessio, che aveva vissuto un incubo. Si farà risarcire, per quei 18 giorni passati dentro, ora vuole soltanto dimenticare. Però si continua a indagare, per capire cosa sia accaduto veramente. Atti di violenza potrebbero esserci stati, ma diversi e indubbiamente più leggeri da quelli esposti nella denuncia. La pista più battuta è che la piccola sia stata convinta dalla madre a raccontare quella versione dei fatti.

Ora entrambe rischiano l’incriminazione per calunnia. D’altra parte la donna ha qualche precedente specifico, proprio in questo senso. Meno di due anni fa venne denunciata per truffa, ma replicò denunciando a sua volta gli agenti della squadra Mobile che l’avevano fermata. I poliziotti avevano solamente applicato la legge, lei s’inventò di avere subito da loro una violenza sessuale. Tutto inventato, allora come forse stavolta.

giovedì 6 maggio 2010

DDL Affido Condiviso Bis, parte 2

(continua da...) Pure la sindrome da alienazione parentale viene aggredita, sottolineandone la peculiarità di non essere stata riconosciuta dalla comunità psichiatrica
inventata e brandita in America dai movimenti dei padri separati e adottata in Italia come strumento di opposizione a qualunque denuncia di violenza da parte di donne e bambini. Praticamente accade che una donna che ha denunciato il suo ex marito per violenza rischia di perdere l'affido di suo figlio perché secondo la norma che vorrebbero introdurre questo costituirebbe un motivo di condizionamento del minore, come se il minore non fosse in grado di farsi una sua opinione ogni volta che vede suo padre picchiare la donna che l'ha partorito. Accade anche che se la donna sostiene il figlio che denuncia di aver subito una violenza da padre anche in questo caso rischia di perdere l'affido del bambino perché tacciata ancora di condizionamento del minore
sarebbe comunque da leggere tutto l'articolo, per constatare a che punto l'arma del vittimismo viene sfoderata per mistificare la realtà. In pratica si adotta lo stratagemma di "analizzare" i provvedimenti legislativi solo ed esclusivamente dal punto di vista della donna vittima, presupponendo che la donna sia sempre e comunque una vittima (e l'uomo carnefice), per suscitare pietà e trainare a sé non solo il supporto delle "sorelle" ma anche quello di uomini dalla mente debole che si fanno condizionare da simili sentimentalismi. Il tutto a costituire una vera e propria truffa psicologica, che si somma a tutto il sistema costituito da statistiche e dati inventati di sana pianta e finalizzato all'acquisizione di ulteriori privilegi per loro stesse. Come giustamente osserva la ex presidente del GESEF
Le donne fanno un uso spudorato della protezione accordata e dei vantaggi connessi, ma non ringraziano. Sanno benissimo che il vittimismo è un potere ricattatorio formidabile, perché occulto e inattaccabile e non nutrono alcun rispetto verso chi glielo cuce addosso per arraffare un potere manifesto. Sono del tutto consapevoli che quelli di cui godono non sono diritti e pari opportunità conquistati lealmente ma privilegi, ottenuti mistificando la realtà e sbaragliando il ‘NEMICO’ – l’intero genere maschile, con un’annosa campagna di demonizzazione e criminalizzazione spietata. A colpi di leggi, normative, giurisprudenza anticostituzionale che calpestano sistematicamente i diritti altrui

martedì 27 aprile 2010

DDL Affido Condiviso Bis, parte 1

In questi giorni è in discussione al Senato la nuova norma sull'affido condiviso, che dovrebbe impedire definitivamente ai giudici di violare sistematicamente il diritto del padre a poter vedere i propri figli, calpestando la giurisprudenza attualmente vigente in materia. E già iniziano a moltiplicarsi le iniziative dei gruppi femministi. Qui ad esempio abbiamo trovato alcune tracce interessanti di quella che è una vera e propria truffa psicologica, basata sul discutere questioni di natura giuridica in maniera non obiettiva ma sfacciatamente soggettiva, come le vedrebbe una vittima della violenza, senza tenere minimamente conto dell'esistenza di individui che potrebbero approfittarsi di simili ipertutele come del resto già avviene sistematicamente e come questo blog evidenzia da un paio di mesi. Quello che vorrebbero (http://www.petizionionline.it/petizione/affido-condiviso-dei-minori-mai-al-genitore-violento/861) queste associazioni sarebbe vietare il diritto di un padre denunciato per violenza dalla ex-moglie di vedere i propri figli: abbiamo già discusso della pretestuosità di una simile iniziativa e di come questa scavalcherebbe l'autorità e le sentenze dei tribunali penali, che già dispongono dello strumento della misura cautelare per allontanare eventuali ex-mariti violenti qualora gli indizi a corredo della denuncia siano tali da giustificare un simile provvedimento, per cui passiamo ad analizzare le altre mistificazioni. Leggiamo ad esempio che
la calendarizzazione di questo ddl [quello attualmente in discussione al senato ndr] è stata preceduta da una campagna meschina e vergognosa che mette in discussione i dati delle vittime di violenza sulle donne e sui bambini, che proclama la sempiterna innocenza dell'uomo, marito, padre, anche quando l'evidenza dimostra il contrario. Il ddl parte dunque [chissà come funziona il cervello di certe donne ndr] dal pregiudizio pesante che tutte le donne mentano a proposito di violenze subite dai mariti e che tutti i bambini mentano a proposito di violenze subite dai padri [...] Si rimette in discussione la questione del mantenimento per i figli che sgrava i padri di una responsabilità che sembrano non voler assolvere [sempre secondo loro ovviamente, eppure è tanto comodo prendersi l'affido insieme alla casa e agli assegni di mantenimento...]
(no comment). Oppure
il legislatore in questo caso diventa una sorta di locatario che pone le modalità di affitto, sorvegliando chi entra e chi esce, giudicando, ponendo un marchio di controllo sul corpo, sulle abitudini e sulla vita privata della donna, decidendo che lei non potrà avere relazioni di nessun tipo, che non potrà portare in quella casa nessun altro, pena la perdita dell'immobile e dell'affido. Una madre che non vorrà perdere il proprio figlio dovendo rinunciare ad esso per non sottrarlo al luogo nel quale è abituato a crescere sarà così obbligata alla castità per fare felice il suo ex marito
la nuova proposta di legge impedirebbe infatti alle donne separate di sposarsi nuovamente e nel contempo di beneficiare dell'assegno di mantenimento da parte dell'ex coniuge; questo in primo luogo tiene conto del fatto che una volta risposatasi la donna gode del tenore di vita derivante dal nuovo matrimonio e dei beni del nuovo marito (e pertanto non ha alcun senso il mantenimento da parte del vecchio), e in secondo luogo le impedirebbe di adottare stratagemmi volti all'accumulo di mantenimenti multipli derivanti da ripetute procedure di divorzio. Per il resto anche qui evito di commentare. (continua...)

martedì 30 marzo 2010

Un sistema rapido per eliminare il coniuge

Riporto qui la testimonianza di una vittima delle false accuse. Questa persona ha dovuto scontare quasi quattro anni di carcerazione preventiva prima di essere assolto dalle accuse di pedofilia nei confronti della figlia formulate dalla ex moglie dopo il divorzio. Accuse che alla fine si sono rivelate false, come del resto avviene in molti casi.

lunedì 1 marzo 2010

Assolto padre accusato di pedofilia

Un'altra storia di falsi abusi, di madri a cui non interessa niente dei propri figli se non usarli come frecce avvelenate con cui colpire il marito, per farlo arrestare, rovinarlo per sempre e prendersi i suoi soldi. A cui non interessa nulla delle estenuanti sedute psichiatriche e legali alle quali si devono sottoporre ogni volta questi bambini: loro, per primi, vittime di madri egoiste e senza scrupoli. Dal quotidiano Eco del Chisone

Orbassano, 24 febbraio 2010 - Assolto perché il fatto non sussiste. È finita così, nel pomeriggio di lunedì 22 febbraio, la vicenda giudiziaria di un quarantenne orbassanese denunciato dall'ex-moglie per molestie sessuali ai danni del figlio. Seconda udienza in rito abbreviato, davanti al giudice di Pinerolo Alberto Giannone.

Assolto. Processo concluso. Ma tanti, pesanti, strascichi ancora aperti. Perché se pure il giudice sentenzia che non hai abusato di tuo figlio, l'ombra di un'accusa tanto infamante resta. Te la porti appresso. Se la portano appresso i tuoi famigliari, gli amici. In fondo in fondo, negli angoli più appartati delle loro menti rimarrà il dubbio. E nei ricordi di quel bimbo rimarranno i volti e le domande dei consulenti, dei giudici, della Polizia giudiziaria. Di tutta quella pletora di figure che ruotano intorno ad ogni caso di abuso. Vero o presunto che sia.

Avrai un bel dire che quella storia se l'era inventata la tua ex-moglie e che a tuo figlio non hai mai rivolto carezze indecenti. Intanto restano quei due anni e quattro mesi lontano dal ragazzino. Un padre cui il Tribunale dei minori ha tolto la patria potestà. Fin dall'ottobre 2007, quando l'ex-moglie sporge denuncia. Molestie. Gliele aveva confidate il suo bimbo, racconta la donna, a giugno di quell'anno. Perché non rivolgersi subito agli inquirenti? Se lo è chiesto, evidentemente, anche il giudice che ha assolto il marito.
Nel libro di Luca Steffenoni "Presunto colpevole" si apprende una realtà inquietante
nella classifica degli abusatori di minori si collocano, con un sorprendente 80 per cento, i padri separati denunciati dall'ex-moglie in concomitanza o immediatamente dopo la richiesta di divorzio
percentuale nella quale è finito anche l'autore di questa triste vicenda. Viene dunque da chiedersi quale sia la discrepanza tra le denunce effettuate e i reali fatti di pedofilia. Certo, esisterà una certa percentuale di sommerso, di bambini abusati che rimangono in silenzio perché hanno paura di raccontare le loro esperienze, ma non bisogna trascurare anche l'altra faccia della medaglia. Queste donne abiette sono una vera e propria offesa per tutti i fanciulli che soffrono veramente.

lunedì 15 febbraio 2010

Restituiamo il piccolo Liam al suo papà

Liam Mc Carthy
Probabilmente conoscete la vicenda del piccolo Liam Gabriele Mc Carthy. Figlio di un americano e di una romana, dopo il divorzio dei due, che vivevano negli Stati Uniti, è stato affidato al padre dal tribunale americano. La signora Manuela Antonelli ha fatto di tutto per ottenerne l'affidamento, giungendo ad accusare l'ex marito di maltrattamenti nei confronti del bambino.

Noi non sappiamo se le accuse sono vere o no: quel che è certo è che la giustizia statunitense ha ritenuto di dover affidare il piccolo Liam al papà invece che alla mamma, nonostante tutte le accuse infamanti mossegli contro. Ma la Antonelli, in totale spregio di questa decisione, ha rapito (perché di rapimento si tratta) il figlio e lo ha riportato in Italia.

Un tribunale americano ha spiccato un mandato di cattura nei confronti della signora: mandato che, per qualche cavillo legale, non è stato recepito dalla giustizia italiana, che si è limitata ad affidare Liam ad uno zio materno in attesa di risolvere il contenzioso.

Chi ha pagato, come avviene in tutti questi casi, è il bambino, strappato all'affetto del papà da una madre che evidentemente lo riteneva una sua personale proprietà. Adesso la Antonelli sta facendo di tutto per opporsi all'estradizione negli USA, estradizione che significherebbe per lei una sconfitta, ma di certo il ritorno alla normalità per "Leone", come ci piace chiamarlo. Accanto al suo papà, nella casa dove viveva felice prima di essere brutalmente rapito da una donna egoista e vendicativa. L'ultima "trovata" è stata quella di diffondere la notizia che il figlio possa togliersi la vita.

L'importante è non credere a quanti diffondono notizie false al solo scopo di perorare la causa della Antonelli, sostenendo ad esempio che il bambino abbia affermato di essere stato molestato dal padre. Si tratta solo di calunnie messe in giro dai soliti loschi individui di estrazione filofemminista, schierati contro gli uomini a prescindere e ai quali non importa niente della felicità di "Leone", ma solo di fare propaganda misandrica.

Fonte: La Repubblica

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